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Meet the artist: Clorofilliche

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Il suo progetto ha catturato la nostra attenzione fin da subito come la sua divertente ironia.
Ordine, geometria e creatività sono i tratti distintivi di Clorofilliche, un progetto fotografico, di sperimentazione e di fantasia.
Susi Mauri, giovane artista e designer italiana, è la mente di questo incredibile lavoro che profuma di bosco, di passeggiate tra i monti e di lunghi tramonti ad alta quota. Quante volte passeggiando in montagna o durante una gita al mare avete raccolto e collezionato dei piccoli souvenir, tracce di un percorso, dettagli di un’incantevole avventura? Così Susi ci regala tante composizioni creative, una collezione di pezzi unici e di incredibile varietà, le sue storie personali a contatto con la natura!
L’abbiamo intervistata per voi:

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Da dove nasce questo progetto? Raccontaci l’aneddoto che ti ha portato a realizzare la prima composizione e quindi il primo scatto.
Le prime Clorofilliche sono state degli esperimenti un po’ goffi realizzati nell’autunno del 2014. Avevo voglia di usare in qualche modo le palette colori che la natura mi offriva. Gli esperimenti sono proseguiti applicando altri principi molto elementari come ordine e disordine, grande e piccolo, per arrivare a creare delle vere e proprie composizioni geometriche. Tutto è ordinato, pulito come in natura, un mondo in cui la geometria e l’armonia dominano.
Diciamo pure che a questo punto ci ho preso gusto, ero sulla strada giusta per creare qualcosa di originale utilizzando semplicemente quello che si può trovare in un bosco o in un parco cittadino. Le foglie sono state tagliuzzate, scolpite, dipinte…è stato necessario sperimentare diverse “tecniche” (e alcune sono ancora in fase di sperimentazione) per ottenere dei buoni risultati.

clorofilliche

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Perché le foglie? Perché il sottobosco?
Mio padre conosce i nomi di tutte le piante, di tutte le farfalle e di tutti gli insetti. Lui mi ha trasmesso la sua passione per la natura quando ero piccola. Infatti credo che quello che accade in un prato a primavera sia incredibile. Avete mai provato a sedervi nell’erba alta nel mese di maggio e a osservare tutto quello che succede? Dovreste farlo!
La natura è generosa, e offre moltissimo materiale in ogni stagione. La maggior parte delle Clorofilliche sono state realizzate durante il mese di febbraio del 2015. Un momento dell’anno in cui non ci sono tante foglie sugli alberi, ma osservando con attenzione si possono trovare moltissime cose interessanti: per esempio, un rametto non è mai uguale a un altro, le foglie secche, qualche piccolo bocciolo e i sempreverdi con foglie pungenti. Sto studiando con molta passione questi fenomeni, così possiamo essere testimoni di come il bosco si prepari al risveglio della primavera.

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Da dove deriva questa impronta nella composizione fotografica? L’utilizzo di un fondo asettico e fuori da ogni riferimento naturale? Raccontaci il tuo processo creativo, la selezione che fai delle piante e la storia che ti porta a creare questi scatti e non altri.
L’idea di utilizzare un fondo monocromatico deriva dalle tavole botaniche già utilizzate nel Medioevo per descrivere le piante medicinali. Inoltre gli elementi che utilizzo se tolti dal loro contesto naturale rafforzano il proprio potere iconico.
Come strumenti di lavoro utilizzo lo scanner e la macchina fotografica. Il primo mi serve per creare soggetti dai fondi neri, con molto contrasto e saturazione, le immagini sono prive di profondità per le luci dirette che scansionano le foglie. Quando invece faccio uno still life fotografico utilizzo elementi più tridimensionali e realizzo composizioni più ampie e formali.
Per quando riguarda la scelta degli elementi naturali è molto personale: ogni volta che faccio un’escursione cerco di raccogliere materiali interessanti. Questi però deperiscono rapidamente cambiando radicalmente aspetto nel giro di pochissimo tempo. Mi piace molto cercare l’unicum che di solito la natura esprime con un difetto: una bacca pestata, una foglia secca mangiata dai bruchi, un rametto usurato dal tempo, una foglia con dei difetti genetici (come i quadrifogli che pare portino fortuna, hanno anomalie genetiche che li portano ad avere 4 foglie).
Sono molto metodica nel mio lavoro e anche molto essenziale; mi piace darmi delle regole: ci sono composizioni in cui ho deciso a priori che utilizzerò ad esempio soltanto una foglia secca, una bacca e un paio di ramoscelli. Oppure mi impongo una tecnica: tagliare la foglia oppure dipingerla ma solo di un colore. Ho sempre in mente il metodo con il quale lavorerò per ottenere un risultato soddisfacente.

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Quale potrebbe essere la naturale evoluzione di questa raccolta di immagini?
Clorofilliche è un progetto molto giovane: ancora non so dove andrà a finire. Sicuramente mi piacerebbe sviluppare più tipologie, più direzioni. Fin’ora ho ragionato dal punto di vista puramente estetico. Mi piacerebbe lavorare sviluppando delle tematiche come l’universo delle piante medicinali, le piante del bosco in cucina, o anche argomenti più peculiari come i difetti e le malattie delle piante. Abbiamo moltissimo da scoprire sulle piante, vi siete mai affacciati ai lati di un sentiero? probabilmente vedrete un bosco di felci. Si tratta di piante antichissime testimoni dei dinosauri e dell’evoluzione dell’uomo che si riproducono come i funghi, tramite spore (date un’occhiata sotto le foglie, le vedete le spore?) Mi perdo a divagare sulla natura perché è una mia grande passione, piena di aneddoti e curiosità, abbiate pazienza!

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Se World in Dots fosse una delle tue composizioni cosa sarebbe?
World in Dots è un contenitore di esperienze visive e di sperimentazione perciò ho pensato di vederlo come una nuova specie botanica, mai vista in natura. Ho realizzato una Clorofillica che si crede una nuova pianta. Lo stelo e il fiore sezionato a metà sono di un ranuncolo mentre tutto il resto sono elementi di diverse piante.

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I tuoi progetti per il futuro?
Per me il risultato più grande per queste Clorofilliche sarebbe riuscire ad incuriosire le persone nei confronti della natura. Mi piacerebbe molto sviluppare l’aspetto didattico di questo progetto e sono alla ricerca di collaboratori di ogni genere per poter discutere e confrontarsi a riguardo.
Mi piacerebbe inoltre riuscire ad ottenere delle composizioni uniche senza utilizzare scanner o macchina fotografica: un unicum. Questo mi porterà a svolgere un grande lavoro di ricerca sulle mutazioni dei materiali naturali. Potrebbe portare a dei risultati che stravolgerebbero le composizioni realizzate fino ad ora.
Anche se in fondo mi piace questo aspetto labile delle Clorofilliche: ogni composizione dopo essere stata fotografata o scansionata smette di esistere, basta una folata di vento e tutto torna ad essere un cumulo di foglie, bacche, baccelli…

Un mini-progetto realizzato di recente sulla pagina fb dedicata alle Clorofilliche è stato #7giorni #7foglie #7clorofilliche.
Durante una settimana ho realizzato 7 Clorofilliche diverse utilizzando lo stesso tipo di foglia. Una siepe generosa mi ha offerto 7 foglie, le ho scelte tutte piuttosto simili tra loro. Dal lunedì alla domenica sono state il mio materiale per una Clorofillica diversa ogni giorno. Tutte le foglie realizzate sono state fotografate e condivise su fb. Gli originali sono stati messi in una pressa che aprirò tra alcuni giorni. Non so che risultato otterò ma lo condividerò su fb per concludere questo mini-progetto.

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Per approfondire il progetto Clorofilliche:

https://www.facebook.com/clorofilliche

http://susina-blog.tumblr.com/

http://instagram.com/clorofilliche

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Un grazie speciale a Susi e aspettiamo con impazienza gli sviluppi di questo meraviglioso progetto.

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